“Seconde vite” di Annamaria Trevale


SECONDE VITE di Annamaria Trevale – Edito da Stampalibri, 2018

Dolce e feroce come può essere la realtà, il romanzo composto da tante narrazioni personali traccia un quadro vivo della nostra società, con i suoi legami sfilacciati, le illusioni, il cuore mai sazio di chi ha oltrepassato il mezzo del cammino e rifiuta di farsi da parte consapevole di quanto siano preziosi gli anni a venire.
Mentre si passa da una gita a una serata al ristorante, a una “fuitina” lontano dallo sguardo dei figli, dalla riscossione degli affitti a uno stringato scambio epistolare via mail, una generazione matura solo anagraficamente recalcitra per sfuggire al proprio ruolo e a un futuro che arriva troppo in fretta.
I dialoghi sono i punti di forza del libro, oltre a un approccio affettivo alle confessioni dei protagonisti, al loro mondo interiore intessuto di sogni e piccole astuzie. Se il coperchio deve essere sollevato questo avviene da parte degli anziani genitori, imperturbabili di fronte allo sfarinarsi di famiglie e principi consegnati nel passato prossimo. Il sogno, una nuova convivenza, come un palloncino trattenuto dalle necessità dei figli e del lavoro, dall’allarme degli anziani, dai fantasmi dei primi matrimoni, dal timore di perdere la libertà faticosamente riconquistata, stenta e liberarsi nel cielo. “Una casa non è mica una persona, si può vivere bene dappertutto”, asserisce sconfortata Annalisa che ha deciso di convivere con il nuovo fidanzato abbandonando la propria abitazione per trasferirsi in una nuova casa con Claudio e formare un nucleo nuovo. I figli porteranno con sè il PC e la Playstation, a garanzia che la vita precedente continua. Come nei giochi del PC allora tutto scorre veloce e insensato, nuove relazioni che nascono in una sera ma forse là muoiono o spedizioni all’ufficio postale a due passi da casa che incappano nella rapina del giorno. Seconde vite, nuove opportunità o soltanto adattamento necessario. La partita si gioca sul filo dei sentimenti e delle paure, con l’ironia e la comprensione che la scrittura Di Annamaria Trevale non fa mai mancare nel mondo interiore e nelle relazioni personali dei protagonisti, come in questo divertentissimo momento vissuto da Annalisa e Claudio: “In definitiva deve trovarsi all’incirca nella sua stessa situazione, anche se per opposti motivi: se lui non ha ancora preso in considerazione la possibilità di crearsi un nuovo legame per paura che vada male come il primo, è probabile che Annalisa tema di non riuscire a trovare nessuno all’altezza del compagno perduto, oppure che non lo desideri nemmeno. Due sfigati, insomma, che potrebbero al massimo confortarsi un po’ a vicenda, ma nulla di più.”.

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