Il miracolo segreto – recensione di Silvia Longo


Roberto è un ragazzo padre, un calciatore mancato. Lavora in una concessionaria di automobili. Vive con la figlia Alice, adolescente di sensibilità e intelligenza, afflitta da disturbi alimentari. La madre della ragazzina, Valeria, tra la famiglia e la carriera ha scelto quest’ultima. E ha lasciato Roberto e Alice per andarsene a lavorare in America. Al momento in cui inizia la narrazione, Roberto è sospeso tra passato e presente, rimugina spesso sulle scelte fatte e subite, ricorda gli amici di ieri e le partite di calcio. E fa i conti con questa figlia che cresce senza madre, e che evidentemente cova sofferenze e disagi. Tutto di colpo trova un punto di svolta. Quando Roberto regala ad Alice un software sui cambiamenti climatici che, tramite simulazioni, mostra immagini di una Terra del futuro, devastata. E, forse, immagini anche più intime, che riguardano il prossimo futuro di Valeria. Ed ecco che il testo subisce una accelerazione e un cambio di direzione per arrivare tutto d’un fiato al finale.
Se dovessi usare un solo aggettivo per riassumere questo romanzo, userei “imprevedibile”. Perché non è facilmente riconducibile a un genere preciso (sociale? Ecologico? Drammatico? Fantascientifico o cosa altro? La somma di tutto ciò?), e perché davvero non sai mai dove andrà a parare l’autore. Perché la scrittura di Andrea Masotti è educata ma non addomesticata. E questo fatto mi piace, e mi ricorda le poesie di questo autore. E un suo romanzo “Intrigo sulla Moskowa”, in cui aveva gestito con maestria diverse voci narranti.

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“Il supplente” ha ricevuto la menzione speciale della giuria dei Racconti per Corti


Katia Colica vince la sezione Corti di Racconti nella Rete 2019

Il supplente

Stanza di un appartamento di periferia. Una donna scarmigliata e una bambina attendono davanti alla porta di un bagno.

– Quando esci?
– Ho quasi finito.
– La pasta si raffredda.
– Caterina, poi iniziare tu.
– Noi abbiamo finito.

Ripresa all’interno del bagno. Un uomo si guarda allo specchio tirandosi una calza femminile scura sulla testa. Sotto la calza brilla un orecchino e lui cerca di coprirlo con la mano.

– Allora te ne vuoi uscire da lì!
– Arrivo…
– Maria deve lavarsi i denti.
– Non li lava mai!
– Il dentista ha insistito. Ha detto che le vengono dei buchini con tutte le caramelle che mangia.
– Sì papà. Altrimenti nascono i vermini. (risponde Maria)
– Due minuti e sono fuori.

Toglie l’orecchino, poi tira giù la calza, guarda ancora e infine la toglie e con una smorfia di disgusto la annusa. La mette in tasca e rimette a posto l’orecchino.

– Senti Claudio, faccio una passeggiata con Maria fino ai giardini. Non trovo le mie calze. Sono in bagno?
– Non le vedo. Tutta questa fretta…
– Lo sai che Maria domani consegna il tema di italiano. Deve ancora copiarlo.
– Perché, ci sono anche dei temi in spagnolo? ( lui sovrappensiero digrigna i denti facendo una smorfia cattiva allo specchio)
– Quanto sei sciocco…

Controlla una mappa disegnata su cui sono segnate strade, semafori, direzioni da prendere. Loro escono sbattendo la porta e lui dal bagno passa in corridoio. Sul tavolo della cucina si intravede un piatto di spaghetti.

– Il bagno è libero. È quello che volete? O volete solo vedermi? Sono sempre io. Stasera sono io, perché domani sarò un altro. (sottovoce)

Controlla un pacchetto di bollette arretrate. Riportano delle cifre segnate a penna. Apre il portafogli e ci sono solo due banconote da cinque euro. Scende in cantina, apre e prova una targa da sovrapporre a quella originale della vecchia moto. Prende il cellulare e compone un numero.
– Adriano?
– Ah… Sei pronto per domani?
– Mi serve un giubbotto da motociclista.
– Devi andare a una sfilata? ( si sente ridere)
– Ho solo la giacca a quadretti. Quella che uso quando vado alle scuole. Mi possono riconoscere.
– In dieci minuti spariamo tutti e due. Spariamo nel senso che non ci vedono perché coi taglierini non si spara.
– A me non ci pensa nessuno, ma nessuno proprio perché faccio il supplente e un professore è insospettabile. Un dottore conosce i veleni, un ingegnere sa progettare una bomba, ma un professore è sopra ogni sospetto.
– Sta tranquillo.
– Ah, se i ragazzi a scuola lo sapessero! Mi rispetterebbero di più. La smetterebbero di fare casino a lezione. Claudio Capelli, ahah il prof che ha la giacca a quadretti, sempre la stessa d’inverno e d’estate.
– Ti presto il giubbetto io. A domani, ti aspetto.

Poi apre uno scatolone e armeggia fino a che trova un taglierino. Controlla il funzionamento infine lo ripone nella scatola insieme alla targa e risale nell’appartamento. Caterina rientra con il volto scuro.

– Te ne stai per conto tuo… non parli nemmeno con tua figlia.
– Lo sai che qui va tutto storto. Zio Ezio poi, l’hanno sfrattato o sta ancora in casa?
– Ezio? È in casa. Almeno per adesso. Ha detto che piuttosto che lasciarla si butta.
– Risolveremo tutto.
– Oggi devi tornare a scuola?
– Sì, alle tre devo fare lezione. (indossa una giacca a quadretti e controlla i documenti scolastici in una cartella).
– Ezio vorrebbe vederti.
– So già cosa vuole dirmi. “Ah tu che sei un professore ci devi aiutare.” Ma che significa? Sono solo un supplente squattrinato” “Hai anche l’orecchino d’oro. I soldi li hai”
– Claudio, parli da solo?
– Papà, mi leggi la brutta copia del tema? (si avvicina la bambina)
– Sì, Maria. Che tema è?
– “Un incidente dovuto alla distrazione.” Ho già scritto due pagine e domani a scuola devo consegnarlo alla maestra. Ho raccontato di quando ti sei scontrato all’incrocio. Quando hai litigato con uno che ti ha dato un pugno.
– Con quel delinquente!
– Sì, proprio quella volta che ci hai raccontato del delinquente. (si vede Claudio silenzioso incupirsi).

Esce dalla cucina.
– Maria, hai ancora mal di gola?
– Sì. ( la bambina spalanca la bocca ) aaaa Vedi? Posso stare a casa domani?
– Claudio, abbiamo detto che va a scuola. È meglio che non manchi la mattina del tema. (interviene la mamma).
– Non bisogna trascurare il mal di gola. La nonna dice che può far venire i reumatismi. (dice Claudio)
– Maria non ha la febbre.
– Vuoi proprio aspettare che peggiori? Domattina l’accompagno dalla dottoressa. Telefono ad Adriano, dovevamo vederci perché ha dei giubbini in pelle scontati. Gli dico che non posso, spero che non si incazzi.
– Per quello sei così preoccupato… Maria non sta poi così male.
– Sì, in fondo stiamo bene. Oggi va tutto bene. Domani non so.

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Insonnia – satira postmoderna


Insonnia – Satira postmoderna

Come disperso figliuolo, per magia
Ritrovai il mio caricabatteria

Era sì infisso al muro che sovente
Beveva duecentoventi di corrente

Senza il confronto dialettico ero stanco
Come una pecora inerme senza branco

Ma infine il cellulare mio devoto
sta acceso e pagherò per il mio voto

ad ogni istante mi riunirò col gregge
condividendo la notte insonne di chi legge.

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Il miracolo segreto, recensione di Bruno Balloni


Ottima scoperta

Un romanzo intenso che affronta una tematica delicata da un punto di vista del tutto nuovo, quello di un padre single e del suo rapporto con la figlia adolescente affetta da problemi alimentari. Descrizioni che lasciano il segno per poesia e capacità di trascinare il lettore all’interno di luoghi ed animi. Autore scoperto per caso che, a mio parere, merita di essere tenuto in considerazione.

2 dicembre 2019

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una panchina rossa, di Loredana De Vita


daniela e dintorni

A Red Bench

Posso immaginarti seduta sulla tua panchina rossa a guardare l’immenso infinito di quel paesaggio che non vedrai mai.

Posso immaginare i tuoi sogni e le storie mai raccontate che non hai osato pronunciare per non sporcare la purezza dei tuoi sentimenti e pensieri.

Posso immaginare la tua disperazione e quella sensazione di essere un oggetto inutile e vuoto che non si riprenderà mai dal suo dolore e dalla sua distruzione.

Posso immaginare il dolore delle tue speranze tradite e il silenzio e la cecità di coloro che non ti hanno mai dato una mano mentre, nascondendo le tue lacrime, non hai pronunciato quelle parole per spezzare il loro silenzio e l’indifferenza.

Mi siedo su questa panchina rossa, il cappotto aderente al mio corpo per trattenere l’urlo che proviene dalla mia più profonda sofferenza e non voglio dire il tuo nome, che è il mio nome, che è…

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I viaggi segreti di Carlo Rossmann di Elena Corti


Carlo Rossmann è archivista di un ente pubblico. Trascorre le sue giornate immerso nella penombra del seminterrato, tra migliaia di faldoni gonfi di carte ufficiali. È un uomo schivo, molto riservato, e quando è alla sua scrivania si sente al riparo dalle insidie del mondo esterno. Carlo è abituato alla solitudine, sia sul lavoro, dove non ricorda nemmeno il volto dei colleghi, sia a casa, dove vive in compagnia del suo adorato gatto. Poche parole, pochi incontri, tra cui l’indiscreta anziana dirimpettaia che passa le giornate spiando tutti i condomini, le loro abitudini. Un giorno, inaspettatamente, Carlo viene licenziato. Inizia così la sua personale epopea alla ricerca di un nuovo posto di lavoro. Lontano dalle scaffalature ingombre dell’archivio, via dal suo abituale rifugio, lo attende un mondo variegato e per lui folle e incomprensibile, fatto di personaggi bislacchi e pittoreschi. Da animatore per le feste a impiegato per un’azienda farmaceutica, da cameriere a dipendente del cimitero comunale, l’ingenuo protagonista di questo romanzo grottesco e surreale si ritrova coinvolto in una serie di avventure rocambolesche e colpi di scena inattesi. Fino all’epilogo.

Tutta la narrazione originale e piuttosto cinematografica si sviluppa sotto il segno dell’umorismo che passa dall’ironia al sarcasmo, mediando tra generi diversi e con velati riferimenti a opere note. L’immaginario molto marcato, dai tagli espressionisti, mette in sordina la psicologia dei personaggi che sono d’altra parte connotati dalla fisionomia e dalle loro azioni. La vicenda infine, ricca di idee curiose e scoppiettanti, è ben scritta e con alcune pagine poetiche. Una lettura decisamente divertente.

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Il miracolo segreto, la recensione di Lialegge


Lialegge

Valutazione five stars

“Il miracolo segreto” è un romanzo ben costruito, che tocca vari temi intrecciandoli con abilità. Il protagonista, Roberto, è una persono “normale”, senza picchi di virtù e di vizi, genitore single che si sforza di fare del suo meglio per sbarcare il lunario e per accudire Alice, la figlia adolescente che soffre di disturbi alimentari. La madre, Valeria, ha rifiutato di accollarsi le cure e le responsabilità che conseguono a una maternità da lei non desiderata ed è andata a vivere al di là dell’Oceano, negli Stati Uniti. Un elemento fantascientifico, un software che dovrebbe prevedere il futuro del pianeta e del suo clima, rivela qualcosa che rompe gli equilibri di questa famiglia monogenitoriale, spingendo Roberto a mettersi in cerca di Valeria. Con una scrittura limpida, sia nelle descrizioni sia nei dialoghi fluidi, Andrea Masotti disegna personaggi veri e credibili, con le loro aspirazioni, le loro frustrazioni, i fallimenti e i valori in cui credono: la famiglia, lo sport, l’amicizia, il futuro del pianeta.

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